Il caso virale Zara, è vero che le modelle son tristi?

Può una blogger da poco più di 200 follower arrivare a generare un caso virale su una campagna pubblicitaria di una multinazionale?

È quello che è successo con l’ultima campagna pubblicitaria di Zara, che mostra – a parere della blogger – delle modelle tristi, con sguardo rivolto al suolo, come se avessero perso una lentina. Nel blogpost la ragazza riporta con forte ironia le foto della campagna e l’attitudine delle indossatrici, domandandosi quindi: “Le staranno pagando poco?”

Il caso è subito virale sui media e social, al punto che la testata spagnola “El Pais” ne dedica un articolo nella sezione fashion di S MODA.

Alicia Santiago

Cosa succede quindi all’e-reputation di un brand se una blogger o un influencer inizia a commentare la campagna appena lanciata? Come ci si accorge di casi potenzialmente virali che potrebbero danneggiare la propria imagine di marca?

Per le aziende, soprattutto nel settore fashion, dove le polemiche sull’uso dei materiali, sulla taglia “38” e sulle condizioni di lavoro in cui vengono fabbricate le collezioni sono largamente dibattute, è fondamentale essere a conoscenza a 360 gradi del buzz generato attorno al proprio marchio.

Pertanto, monitorare gli influencer, i trend e gli eventi in cui si è coinvolti è prioritario se si vuole gestire al meglio situazioni di crisi. La ricerca che abbiamo svolto sul caso Zara utilizza il tool di monitoraggio Digimind Social, e ha fatto emergere un dato non trascurabile. Il sentiment legato al brand spagnolo è per circa la metà delle menzioni negativo (facebook, twitter, news, blog, etc…). Cosa vuol dire?

Se si cercano tutti i post, i twitt e le news legate al brand, ciò che emerge dal grafico del sentimento delle menzioni è questo:

Sentimento zara

Sentimento zara

Il 45% dei contenuti provenienti dal mondo web riguardanti Zara utilizza parole o espressioni ritenute negative, e se si approfondisce la ricerca per Paesi o lingua, la situazione si polarizza ulteriormente. In Francia troviamo i più positivi, in Thailandia invece si fiora il 98% di menzioni rosse!

Ma torniamo alla collezione che ha suscitato tanto interesse in Spagna. Si sa, quando si è una multinazionale di questo calibro la probabilitità che si possa accendere un focolaio in un Paese ed esterndersi worldwide è molto alta. Cosa fare quindi per gestire questa situazione?

Partendo dall’analisi del sentiment è bene prima chiedersi: quali sono i key concept negativi che generano tanto buzz online? Chi ne sta parlando? Chi è più influente? Chi ha più audience?

Nel caso della nostra blogger spagnola, è facile intuire come il buzz si sia generato dapprima nel mercato spagnolo e successivamente in quello latino-americano. I key concept risultanti dall’analisi di monitoraggio, utilizzando i vari filtri a disposizione, mostrano nettamente l’associazione “modelle zara” “tristi”. Non bisogna dimenticare inoltre, che questo tipo di attività può essere utile per individuare non solo trend associalti al proprio brand ma anche argomenti potenzialmente virali che possono sbucare da un giorno all’altro.

Un sistema di alerting può sicuramente aiutare le aziende a tenere sotto controllo la propria community ed evitare situazioni di crisi, o quanto meno a non farsi trovare impreparati.

key concept zara triste

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Photo: Guim Tio Zarraluki

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