La social competitive intelligence permette di mettere in campo flussi di lavoro in grado di migliorare e ottimizzare 3 dimensioni chiave

  1. reattività aziendale ai cambiamenti del mercato
  2. posizionamento
  3. flussi informativi interni.

Inoltre, questa tipologia di analisi porta benefici su entrambi i fronti:

  • le digital agency possono generare insight preziosi per evidenziare al meglio il valore di business delle attività social e digital
  • i Marketing e Brand Manager possono far risaltare il ruolo strategico per l’azienda delle loro attività, oltre che del loro ufficio, e conseguentemente puntare a porzioni di budget più ampie.

Tuttavia, bisogna fare una precisazione: la social competitive intelligence non va confusa con le azioni di benchmark, a tal proposito qui trovi il nostro approfondimento, ma investe sfide strategiche di più ampio respiro. Per questa ragione, deve estrarre informazioni su 4 punti fondamentali:

  1. crescita aziendale e brand identity
  2. modelli di business
  3. ricerca e sviluppo
  4. struttura normativa.

Di seguito, trovi un approfondimento su questi 4 punti e su come strutturare le attività di social competitive intelligence. Buona lettura e se hai best practice da segnalarci, ti aspettiamo nei commenti.

1.Crescita aziendale e brand identity

Intercettare, analizzare e prevedere le scelte strategiche dei competitor non è più un lavoro accessorio ma indispensabile per acquisire un reale vantaggio competitivo. La social intelligence, in questo caso, deve focalizzarsi su

  • HR – monitorare le attività delle Risorse Umane su piattaforme come Linkedin o
    Glassdoor è estremamente utile per identificare policy e tipologie di profili ricercati. Queste informazioni possono risultare decisive per prevedere progetti e strategie di crescita dei competitor
  • key people, stakeholder e media –  l’ascolto di CEO, AD, stakeholder e media di riferimento permette di intercettare notizie chiave su aperture di nuovi stabilimenti, investimenti, partnership di maggior valore, acquisizioni, posizionamento di mercato e business value.

Per affinare ulteriormente l’analisi, segmenta i dati in base a copertura, livello di advocacy e coinvolgimento (n° di menzioni a tema caratterizzate da un sentiment positivo) del pubblico.

Social competitive intelligence: monitora l'attività di CEO, AD e stakeholder
Questo esempio evidenzia il livello di coinvolgimento ed intervento dell’AD di Conad Francesco Pugliese.

2.Modelli di business

Il mercato è perennemente in evoluzione e molto rapidamente le best practice si tramutano in soluzioni obsolete e non più al passo. In questo scenario votato al cambiamento, la social competitive intelligence può giocare un ruolo importante in

  • anticipare le tendenze – monitora le startup che presentano la maggior crescita per anticipare i cambiamenti e pianificare eventuali ristrutturazioni. Un consiglio, crea una lista di fonti personalizzate legata ai quotidiani specialistici per identificare le aziende emergenti
  • creare valore – in questo caso l’analisi si concentrerà su trend ed evoluzioni relative a competitor (o realtà emergenti) in merito a pricing, tipologie scelte di customer relationship, segmenti e nicchie a target, value proposition, risorse chiave, canali di distribuzione (online e offline), relazioni con partner e fornitori.
Social competitive intelligence: analizza il business model dei competitor
Analisi su leve e servizi.

3.Ricerca e sviluppo

Introdurre per primi novità attese dal mercato può marcare una netta differenza tra la propria presenza e quella dei competitor. Quindi, bisogna velocizzare il ciclo legato alla ricerca e sviluppo. Come utilizzare la social competitive intelligence in questo senso:

  • ridurre i costi e accelerare i tempi delle ricerche di mercato – crea dei tag di classificazione per segmentare l’informazione raccolta in base ad audience a target (capacità d’acquisto, ampiezza dei cluster, competitività attorno al target, nicchie non esplorate), bisogni, desideri e problematiche (concentrati sulle menzioni con una polarità negativa), feedback sull’esperienza di prodotto
  • facilitare l’attività del Team R&S – puoi creare alert, da distribuire tramite mail, quando il volume delle conversazioni a tema supera una certa soglia per identificare trend in corso. Inoltre, è una best practice impostare dashboard di misurazione condivise per evidenziare tendenze legate a pricing, prodotti e servizi dei competitor.
Social competitive intelligence: analizza i trend per migliorare il processo di ricerca e sviluppo
Analizza i trend per migliorare il processo di ricerca e sviluppo.

3.Struttura normativa

Esattamente come per altre dimensioni legate al mercato, i cambiamenti del terreno legislativo posso modificare profondamente lo scenario competitivo. Per questa ragione, bisogna sfruttare la social competitive intelligence per

  • anticipare i cambiamenti normativi – segui le attività dei principali attori politici, lobbisti, attivisti, ONG e di tutti i decision maker che possono avere un impatto
  • ottimizzare le campagne di CSR e di comunicazione corporate – analizza i principali trend di discussione per un fine-tuning in tempo reale di azioni e comunicazioni legate alla corporate social responsibility.

Social competitive intelligence: anticipa i cambiamenti normativi

 

Ovviamente, la social competitive intelligence da sola non basta ma va accompagnata da workflow, flussi di lavoro e linee guida per ottimizzare la performance complessiva. Di conseguenza, bisogna favorire al massimo la condivisione delle informazioni tra team e membri chiave tramite la creazione di alert, dashboard dinamiche e report su base regolare di verifica.




KPis e social media marketing


Federico Oliveri
Inbound Marketing Specialist per l’Italia di Digimind, specializzato in strategia, social listening e monitoring. Blogger per IAB Italia e Webhouse, speaker e formatore. Il mio obiettivo quotidiano è aiutare brand, agenzie e professionisti a trasformare i dati in strategie profilate, asset di business e risultati tangibili.

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