La CSR sui social e il bilancio sociale di Ferrarelle

Abbiamo presentato la nostra analisi sulla sensibilità della rete in merito alla responsabilità sociale d'impresa durante la tavola rotonda organizzata da Ferrarelle per presentare il suo primo bilancio di sostenibilità. Scopri di più sull'evento e sugli insights emersi dalla nostra rilevazione.

Il bilancio sociale di Ferrarelle e la CSR online

Napoli, 16 Novembre 2016 – Si è svolta a Napoli, presso Palazzo Du Mesnil, la tavola rotonda dal titolo “La sostenibilità delle aziende e la sensibilità della rete: gli effetti delle politiche aziendali sul valore d’impresa”, per iniziativa di Ferrarelle SpA e alla presenza di istituzioni, accademici e rappresentanti di aziende.

Nel corso dell’incontro Carlo Pontecorvo, Presidente e AD Ferrarelle SpA, e Michele Pontecorvo Ricciardi, Responsabile Comunicazione e CSR, hanno presentato il primo Bilancio di Sostenibilità dell’azienda, proprietaria delle acque minerali Ferrarelle, Vitasnella, Fonte Essenziale, Boario, Santagata e Natía. L’occasione ha fornito anche lo spunto per presentare i dati di una rilevazione da noi condotta in merito a sensibilità e desiderata degli utenti sui social in merito alla corporate social responsibility.

Di seguito trovi tutti i dati relativi alla nostra indagine e alcuni highlights sull’impegno di Ferrarelle.

Ferrarelle presenta il suo primo bilancio sociale

 

La rilevazione online

La nostra analisi (periodo di osservazione 24/10/2015 – 7/11/2016) ha evidenziato una forte sensibilità degli utenti della rete sui temi legati alla “corporate social responsibility” e fornisce uno spaccato di un’Italia sempre più attenta e consapevole del ruolo delle aziende nello sviluppo di politiche di sostenibilità. Alcuni dati relativi a volume delle menzioni e industry che generano le maggiori conversazioni:

  • 188K menzioni a tema rilevate
  • 56K a tema Food & Beverage
  • 18K a tema Fashion
  • 7K a tema Beauty.

Il report mostra come gli utenti online non citino (in media) direttamente i brand ma generano un volume importante di conversazioni a tema che vanno ad impattare le aziende in termini di offerta commerciale, processi di produzione e comunicazione corporate. La top 5 dei temi sui social:

  • Vegan 28%
  • Made In Italy 26% (forte focus sull’agroalimentare)
  • Ecocompatibile 22% (sviluppo della green economy in Italia, fatturato ed occupazione)
  • Alteratori Prodotti Alimentari 8%
  • Slow Food 4%.

I principali temi di discussione degli italiani sui social in merito alla CSR

 

Il dettaglio dei media che producono maggior informazione a tema ci restituisce la seguente top 3: Twitter (60%), news (22%), blog (9%). Inoltre, l’indagine sugli utenti più attivi, ovvero quelli che generano il maggior numero di menzioni, ci mostra una netta sproporzione tra utenti e canali news. Ovvero, giornalisti e portali di notizie rimangono i principali diffusori della tematica. I social media restano comunque il canale preferenziale per una comunicazione spontanea su tematiche correlate alla CSR ma raramente (come precedentemente riportato) citano direttamente i brand e le loro campagne.

I canali online che generano maggiori conversazioni sui social in merito alla CSR

Infine, il focus sulle demografiche non mostra un netto gap di genere. Infatti, l’analisi restituisce le seguenti evidenze: uomini 51% – donne 49%.

L’impegno di Ferrarelle

Ferrarelle SpA è la prima azienda del settore acque minerali a realizzare un Bilancio di Sostenibilità e ha presentato alcuni interessanti highlights relativi all’approccio del Gruppo al tema della sostenibilità.

Il valore economico generato da Ferrarelle nel 2015 è stato di 165,7 milioni di euro, +14,7% rispetto al 2014. Per lo stesso anno, il valore economico distribuito agli stakeholder è stato pari a 153,6 milioni di euro, + 15,5% rispetto al 2014, di cui in particolar modo 22,0 milioni di euro ai dipendenti, valore in crescita dell’8% rispetto al 2014, e 1,4 milioni di euro alla collettività grazie a donazioni, contributi ad associazioni e attività di sponsorizzazione.

Alcuni impegni precisi: riduzione dei consumi energetici (-9,9% rispetto al 2013 l’indice di Intensità energetica, che misura il consumo energetico complessivo per ogni litro di acqua imbottigliata) e del peso degli imballaggi, in particolare della plastica (-21% peso del Pet per il formato 1,5L dal 2007 al 2015). Ferrarelle ha anche scelto l’impiego di energia pulita: il 96% dell’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico di Riardo è utilizzata come autoconsumo e copre circa il 7% del fabbisogno dello stabilimento). L’azienda ha registrato più del 90% di riciclo dei materiali scartati dal processo produttivo. Inoltre, Ferrarelle conta il 94% dei dipendenti assunti a tempo indeterminato, sono state erogate oltre 4.700 ore di formazione e sono stati spesi 118mila euro in formazione.



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