Spesso l’unica funzione riconosciuta alla competitor analysis è legata all’ottimizzazione della strategia in termini di posizionamento e asset di content marketing, profilazione e segmentazione, mappatura del mercato e opportunità commerciali.

Ovviamente, si tratta di un’attività preziosa ma non basta. Se si vuole valorizzare al meglio il proprio operato agli occhi del cliente, bisogna saper estrapolare i KPIs più rilevanti relativi ai competitor e metterli in relazione con la propria performance. L’obiettivo è semplice, bisogna dare risalto alle tue azioni comparandole con i risultati complessivi dei principali player del mercato. Inoltre, potrai individuare opportunità su cui far leva per generare occasioni di upselling.

Le ragioni per mettere in campo questa tipologia di analisi sono molteplici e possono essere raggruppate in 4 macro categorie:

  1. poca chiarezza da parte del cliente sugli obiettivi da raggiungere o una cattiva indagine da parte dell’Account di riferimento
  2. reportistica non profilata per i bisogni dei diversi decision maker. A tal proposito, ti rimandiamo al nostro approfondimento dedicato
  3. fluttuazioni del mercato di riferimento e trend negativi complessivi
  4. difficoltà nel trasmettere a Marketing e Brand Manager il valore di business delle attività digital e social.

Di seguito, trovi un modello strategico in 3 fasi per strutturare una competitor analysis in grado di evidenziare e valorizzare al meglio agli occhi dei tuoi clienti i tuoi risultati, campagne e leve tattiche.

Buona lettura e se hai voglia di condividere con noi esperienze e best practice, ti aspettiamo nei commenti o su Twitter @Digimind_IT.

1.Visibilità e reputazione

Questa fase prevede l’analisi e l’indagine su campagne, promozioni, linee di prodotto, digital PR, e-reputation, opportunità di mercato. A seguire, trovi i principali indicatori della tua attività.

Metriche di riferimento della competitor analysis

  • buzz e share of voice – volume, medie e trend delle menzioni legate a campagne, promozioni, eventi e lanci di prodotto. Per ottimizzare al meglio l’analisi, segmenta la copertura per canale, portata geolocalizzata, peso e network dei diffusori, autorità dei media coinvolti
  • sentiment – polarità e coinvolgimento (n°menzioni) su linee di prodotto, assistenza clienti, brand image, presidio dei principali trend di consumo. Un suggerimento, individua le principali criticità legate ai competitor del tuo cliente per proporre azioni mirate e profilate
  • categorie semantiche – principali temi di conversazione su pricing, esperienza in negozio, servizi complementari, bisogni non corrisposti. Utilizza questi dati per proporre un fine tuning delle attività di integrazione online – offline.
Competitor analysis: analisi sui temi di conversazione in merito ai competitor
Un esempio di analisi sui principali temi di conversazione relativi ai competitor.

2.Engagement e posizionamento

Questa seconda fase serve ad individuare investimenti sulle piattaforme, strategia di content marketing, coinvolgimento e profilazione delle audience di riferimento. Anche in questo caso, bisogna selezionare poche metriche ma fortemente in relazione con le dimensioni che si vuole far emergere.

Metriche di riferimento della competitor analysis

  • community – crescita e numeri sulla base fan/follower e subscriber. Non dimenticare di individuare eventuali opportunità o canali non presidiati appieno
  • engagement – segmenta il livello di interazioni per canale e mostra la distribuzione temporale per valutare il livello di persistenza di campagne o azioni dedicate. Inoltre, individua gli hashtag più utilizzati dal target e valuta il livello di coinvolgimento dei competitor
  • content – analizza i contenuti che hanno generato il maggior engagement per definire un tuo posizionamento distintivo in termini di copywriting, visual, distribuzione, value proposition
  • audience – isola i contributor più attivi nelle pagine dei competitor del cliente per individuare interessi, comportamenti d’acquisto e localizzazione. Potrai evidenziare se la pagina attira o meno utenti a target.

Competitor analysis: analizza il livello di engagement e segmentalo per piattaforma

3.Advocacy e fidelizzazione

Questa terza fase serve a mettere in risalto le conversazioni di brand advocate, consumatori, prospect e influencer. Il motivo è che questa tipologia di utenti possono condizionare fortemente il processo decisionale, orientare la valutazione delle alternative e influenzare la percezione relativa al brand.

Metriche di riferimento della competitor analysis

  • advocate – livello di coinvolgimento (sentiment, n° di menzioni e post a tema), peso del diffusore (potential reach e capacità di networking), temi e tipologie di acquisto (valutazione sulla profittabilità)
  • influencer – copertura, canali di riferimento, coinvolgimento del pubblico, network di diffusione
  • campagne – analisi (quanti/qualitativa) sulle conversazioni a tema per individuare campagne e best practice per stimolare la brand loyalty.

Competitor analysis: analisi su autori più attivi, advocate e influncer

Infine, ricorda di creare report di analisi su base regolare (trimestrale o semestrale) per comparare e mettere in relazione specifiche campagne di punta legate al brand del tuo cliente e ai suoi competitor.





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